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La cianografica di "La dama e l'aquila"

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Giorni fa il mio editore Segno mi ha mandato la cianografica del mio romanzo. Un'emozione che potete immaginare! Ho insistito per averla, perché in questo modo posso rileggere tutto il mio romanzo prima della stampa effettiva e segnalare eventuali refusi ed errori di altra natura. Beh, non avete idea del mio stupore quando mi sono resa conto che di errori ce n'erano ancora! E' proprio vero che non si finisce mai di correggere e revisionare. Probabilmente se riprendessi in mano il romanzo tra altri 5 mesi, troverei ancora delle modifiche da apportare. E se lo facessi fra 5 anni, certamente modificherei interi capitoli. Ma questo dipende da un fatto di maturità (o immaturità... c'è sempre tempo per regredire!). Mentre leggevo e rileggevo e correggevo a matita, pensavo anche a come tutte le esperienze ci servano. Ho lavorato in una libreria che era anche casa editrice, e ho visto passare molte cianografiche. Perciò ho anche osservato il modo in cui venivano corrette,...

Due modi diversi di intendere la letteratura (e l'Arte)

Gustave Flaubert: “Per me il vertice dell'Arte, e la cosa più difficile, è agire come la natura, cioè far sognare. Le opere molto belle sono serene nell'aspetto e incomprensibili, immobili come scogliere, burrascose come l'oceano, tristi come il deserto, azzurre come il cielo... Attraverso piccole aperture si scorgono abissi; c'è del nero laggiù, dà la vertigine. E tuttavia qualcosa di singolarmente dolce plana sull'insieme! È il bagliore della luce, il sorriso del sole....” lettera a Louise Colet nel 1853 su Salammb ô . Gurdjieff padre: “ La civiltà moderna, come quelle antiche, dispone della letteratura come strumento di perfezionamento dell'umanità, ma oggi, in questo campo come in tutti gli altri, non c'è nulla che si possa utilizzare per questo scopo essenziale. Tutto è soltanto esteriore”. Questi due punti di vista sono quanto mai lontani. Personalmente amo molto entrambi. Voglio dire, talvolta nutro il desiderio di osservare un quadro esteticamente ...

La porta

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Sono giorni che mi riprometto di scrivere un post nel blog, ma sono stata rapita... dalla mia nuova vita. Ora che ho ripreso in mano le sue redini e la dirigo laddove voglio io, mi rendo conto che scrivere blog, diari e anche lettere è più facile e scorrevole quando si sta male, oppure c'è semplicemente qualcosa che non va. Forse perché mettendo per iscritto il dolore o il disagio è più semplice analizzarlo. Oppure, esorcizzarlo, anche se per qualche minuto, o ora. Ma quando torni alla libertà, tutto quello che ti serve è attorno a te. Che valore ha, quindi, continuare a scrivere? Il romanzo nuovo, ora come ora, va avanti per conto suo. I personaggi che ho creato (ma li ho davvero creati io?) agiscono indipendentemente dalla mia volontà. Si servono di me, della mia mano, di Polimnia (ebbene sì, personalizzo tutto, e questo è il nome del mio portatile) per venire fuori, affinché io possa mettere per iscritto le loro gesta, i loro pensieri. Ma quando si tratta di scrivere di me, tutt...

Delusioni politiche

In questi giorni sto trafficando parecchio. Ho un mucchio di progetti artistici da portare avanti, amiche -trascurate in passato a causa del lavoro- da rivedere, un nuovo stile di vita da organizzare e tanti nuovi piatti da inventare e proporre a mio marito. Adoro coccolarlo, anche in cucina. Ma, quando si chiude con un lavoro da dipendente, c'è un iter burocratico da portare avanti. Ed è esattamente quanto ho fatto questa mattina. Per mia fortuna ho “perso” solo due ore, tra un ufficio di lavoro e l'altro, però la sensazione che aleggia nell'aria, confermata anche dai miei cari amici, è che ci sono troppi disoccupati. Il loro numero aumenta di giorno in giorno. Questo enorme problema non mi tocca in prima persona, perché io so già cosa fare nel prossimo futuro. Però non sono una suora di clausura, o un'eremita. Vivo in mezzo alla società e non posso che provare ansia e paura per il mio prossimo. E anche indignazione, dopo aver ascoltato l'intervista rilasciata dal ...

Artista

Ebbene, da oggi sono ufficialmente la capa di me stessa. Ho smesso di lavorare per la libreria dove ho trascorso gli ultimi (quasi) 5 anni della mia vita. Non voglio spiegare le ragioni che mi hanno portata a questa rottura, anche perché sono dovuta ricorrere ai sindacati, ma sono assolutamente soddisfatta dell'esito e reputo che giustizia sia stata fatta. E ora, 28 gennaio 2012, inizia una nuova pagina della mia vita. Non potete immaginare per quanti anni ho fantasticato di vivere da artista. Di poter trascorrere il tempo solo scrivendo, dipingendo e conducendo i miei studi. Ora ho questa possibilità. Per qualche mese sarò indipendente, libera di fare tutto ciò che desidero e potete ben immaginare quanto valore tutto questo abbia per me. O forse no... in effetti, molti di voi non sanno che lavoro da quando avevo 18 anni. Che ho compiuto la dolorosa scelta di non iscrivermi all'università sia per problemi famigliari, sia perché volevo portare avanti, con testardaggine e (col se...

Un dibattito sull'importanza del tempo

Mi accingo a scrivere con molto, molto piacere questo post, perchè riguarda un argomento che mi interessa particolarmente: l'importanza del tempo. Tutti noi sappiamo, e chi ha più di 30 anni lo sa anche meglio, che rispetto a quando eravamo giovani, ogni cosa ha subito una brusca (se non violenta) accellerazione. Un tempo non c'erano i cellulari, ma solo i telefoni fissi. Per cui, se andavi a zonzo, non eri bloccato 100 volte al giorno (o 10, 50, ...) da messaggi, telefonate, ecc. Se oggi ci mettiamo a scrivere, o a leggere, o a cucinare qualcosa, succede lo stesso. Non mi stupisce se i ragazzi di oggi difettano di concentrazione (è un dato di fatto che ho riscontrato in libreria): sono costantemente "tormentati" da troppi stimoli esterni. Io stessa mi rendo conto che, quando spengo il cellulare, riesco a fare una quantità di cose e con una tale qualità che, col telefonino acceso, risulterebbe impossibile. Poi ci sono internet, le e-mail, Skype, e così via. Anche sul ...

Fine settimana molto, molto ricco

Sono seduta a tavola nel soggiorno di casa durante una breve pausa tra un'attività e l'altra. Devo ammettere che questo fine settimana è stato ricchissimo! Sabato sera sono riuscita a continuare gli studi per il secondo romanzo che sto scrivendo. Un lavoro che non vi dico e che mi ha tenuta in piedi fino all'una. Domenica, in effetti, mi sono svegliata alle 11:00! Evidentemente avevo il cervello in pappa... Però al risveglio mi sono rimessa sotto con gli studi, ho sistemato anche i capitoli revisionati dalla mia adorata collega Dalia del mio primo romanzo -che preme per essere spedito all'editore e stampato!- e per "depressurizzare" mi sono fiondata sul tapis-roulant, sul quale, complice il mio tablet e tutti gli e-book che ho scaricato, sono riuscita a rimanere per un'ora, terminando con mezz'ora di esercizi da terra. La sera mi sono dedicata alla cucina. Non so voi, ma io AMO stare in questa speciale stanza della casa, preparare piatti nuovi e, anc...