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Il mio ricordo di papà Drago “Carlo”

Io funziono con le parole. Non significa che potrei sopravvivere senza acqua e cibo, ma che le parole, fin da piccola, hanno rappresentato l'essenza della mia forza, il sale della vita e un ponte dal quale lanciarmi in un oceano di immagini, storie, e ispirazioni. Quando c'era ancora la guerra nei Balcani, persi una prozia che amavo molto, Jelica. Ero poco più che una bambina, a quei tempi, ma presi carta e penna e scrissi un racconto, tutto cucito intorno a lei. Mi sentii meglio, perché quello che le parole fecero per me in quel momento fu una cura. Fu una catarsi. Ora siedo davanti al computer per scrivere di mio padre, che è morto ieri, o l'altro ieri -dettagli che attendiamo ancora dal medico- ma so che il dolore che provo ora non se ne andrà con la conclusione di questo monologo. Non funziona così. Ci sono momenti e momenti. Dolori e dolori. Eppure lo voglio fare lo stesso, perché le parole sono le mie pillole e il mio canto. Voglio farlo con tutta me stessa p...

Scoppiare di creatività

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E niente, parlandone con un'amica, credo che sarebbe cosa buona aprire un sito internet dove iniziare a vendere le mie idee creative. A peso d'oro! Scherzi a parte, da settimane subisco un tale bombardamento di ispirazioni da non riuscire quasi più a trascriverle. Anche perché si tratta di idee trasversali: dalla scrittura alla pittura, dalla creazione di accessori al merletto e così via. Ieri sera, per esempio, a forza di scrivere sulla mia Moleskine gli spunti per un corso che mi è stato chiesto di aprire, ho terminato una penna Bic iniziata due giorni prima. Di questo passo i miei dubbi sulla riuscita della realizzazione di tutte queste idee diventano sempre più evidenti. Mi servirebbero non una, ma due o tre vite. Però non voglio stressarmi. Voglio dire, è come per gli accumulatori seriali: si sentono in colpa per tutto quello che sono riusciti a comprare in decine di anni, questi beni materiali gravano su di loro pesantemente. Io non voglio finire così, ...

Recensione: “L'infinitamente poco” di Dominique Loreau

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Vallardi, 2016, pp.172 Ormai credo che, a parte qualche titolo, sto collezionando tutta la collana Sakura di questo fantastico editore! I suoi manuali, o saggi, o in qualunque modo li vogliate definire, sono un distillato di saggezza antica, orientale e universale, adatti a tutti. Certo, forse alcune considerazioni di questo libro in particolare possono apparire eccessivamente individualiste, ma solo a un occhio inesperto. Prendiamo l'esempio della pag. 117: “Il minimalista evita la prodigalità, la promiscuità e la profusione nei rapporti umani, perché li considera insopportabili e volgari. Non appena possibile, rifugge dalla società, coltiva la propria individualità e protegge gelosamente la propria solitudine. Gli bastano pochi amici ben selezionati e, quanto al resto, intrattiene solo i rapporti utili o inevitabili: colleghi di lavoro, commercianti, vicini... e quanto ai legami sociali? Che siano scarsi, poco vincolanti, infrequenti. “L'uomo come animale so...

Mostra “Gorizia capitale della sericoltura” presso i Musei Provinciali di Gorizia

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Ed eccomi di ritorno dopo qualche mese di: acciacchi del bambino, acciacchi personali (soprattutto grazie al mio dentista picconatore....), progetti di merletto a tombolo, traduzioni dall'inglese e dal serbo, lettura compulsiva, e... qui mi fermo, altrimenti vi riempio di informazioni che, francamente, sono inutili!!! Sì, perché c'è qualcosa di molto, molto più interessante da raccontare. Questa mattina sono andata a vedere la preziosa mostra “Gorizia capitale della sericoltura” realizzata grazie all'enorme patrimonio culturale dell'Ersa -cui sono grata da anni per gli eventi che organizza e per il ricchissimo catalogo che stamattina mi è stato consegnato gratuitamente!-. Io la chiamo Santa Ersa, perché è un ente importantissimo ed estremamente generoso con noi appassionati di cultura. Nella sede dei Musei Provinciali di Gorizia, dunque, ho potuto ammirare l'esposizione delle immagini, delle stampe, degli acquarelli e dei testi che illustra...

Recensione: "Guarneriana segreta" di Angelo Floramo

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Bottega Errante Edizioni, 2015, 205 pp. Sono giorni che mi domando come cominciare la recensione di questo saggio narrato. Qual'é il problema? Sono talmente coinvolta dalla sua bellezza, che non riesco a essere oggettiva. Poco fa l'illuminazione: sono sul mio blog, quindi posso permettermi di essere estremamente soggettiva! Ho comprato questo libro pochi mesi fa per due ragioni: la grande fiducia che ripongo nel suo autore, Angelo Floramo, medievalista e direttore scientifico della storica Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli e perché è edito da una casa editrice neonata, Bottega Errante Edizioni. Tendo a essere molto generosa con le editrici appena nate, non soltanto perché chi sceglie di aprire una azienda del genere oggidì, è molto coraggioso, quasi temerario, ma anche perché è proprio la spinta della passione a farglielo fare, non tanto l'ipotesi -certamente remota- di arricchirsi. Quindi si possono trovare delle autentiche perle tra i piccol...

Recensione: "Elizabeth a Rügen" di Elizabeth von Arnim

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Bollati Boringhieri, 2004, 218 pp. Avevo già scritto in un post di qualche anno addietro che la scrittrice inglese Elizabeth von Arnim è per me una tale perla che, per godermi quello che ha scritto (circa diciannove libri tradotti in italiano), me la sarei centellinata per bene. Perciò ho deciso di leggermi un romanzo Arnimiano all'anno. Ebbene, vuoi la gioia della maternità, vuoi gli impegni letterari e il lavoro, nel 2015 non ci sono riuscita per un pelo. Ho terminato questo romanzo appena ieri notte, quindi ora dovrò meditare profondamente su una decisione fondamentale: leggo un altro von Arnim quest'anno per recuperare, oppure attendo direttamente il 2017? Mentre il mio cervello stanco si mette in moto per risolvere anche questo "grande" problema, passo a spiegarvi la simpatia di questo romanzo, che in realtà avrebbe dovuto essere una guida turistica spassosa su un'isola del Baltico, R ü gen, per l'appunto. Elizabeth la visitò un'estate, acc...

Recensione: “Per una mente libera – Lezioni di un maestro giapponese per un pensiero limpido e potente” di Haruhiko Shiratori

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Vallardi, 2015, 126 pp. Sotto Natale ho fatto un sacco di regali librari, eppure alcuni sono arrivati in ritardo... di solito non mi abbatto per questi motivi: c'è sempre l'occasione del compleanno per lo stesso destinatario, per esempio, oppure posso attendere un'altra festività per omaggiare l'amica in questione con il libro “pigro”, ma stavolta è successo uno di quegli eventi straordinari che ti fanno capire quanta fiducia bisogna avere nell'”universo”. Questo saggio filosofico, infatti, era destinato a una mia amica che ha decisamente bisogno di imparare a gestire i pensieri, perché la sovrastano, è incapace di staccarsene, sono loro ad avere il dominio, non lei. Cosa gravissima. Ma quando ho iniziato a sfogliare le pagine di “Per una mente libera” ho capito che la mia amica non lo avrebbe letto. Lei gradisce un altro stile, un altro approccio. Questo, così filosofico e ricercato, sarebbe stato eccessivo per i suoi gusti. Insomma, mi avrebbe anche r...