Recensione: “Strane creature” di Tracy Chevalier

Neri Pozza, 2009, 286 pp. Questo è un romanzo consigliato agli amanti della letteratura inglese ottocentesca -nonostante l'autrice sia contemporanea- e alla paleontologia. Si tratta infatti della storia della cacciatrice di fossili di umili natali Mary Anning e della signorina Elizabeth Philpot, residenti a Lyme Regis, un paese costiero inglese. Le due protagoniste sono realmente esistite e, grosso modo, le loro scoperte, narrate in questo romanzo storico, sono veritiere. Io ho ammirato la capacità stilistica della scrittrice, e quella di farci sentire perfettamente calati in quel mondo ormai esistito, quasi quanto i fossili amati dai due personaggi; un'epoca durante la quale le donne potevano venire considerate corrotte per poco, davvero poco, per esempio a causa di una passeggiata in città da sole, oppure un pomeriggio di ricerche in spiaggi accompagnate esclusivamente da un uomo. Il libro ci racconta la vita della povera figlia dell'ebanista Richard Anning, a...