La Terra E' un bene comune

Ci sono pochi autori e personaggi pubblici per i quali nutro una tale ammirazione da acquistare a occhi chiusi qualunque cosa scrivano o producano: tra essi un posto d'onore lo detiene il regista Ermanno Olmi. Chi ha visto i suoi film e ascoltato le sue interviste può capirmi. E' un gran signore con l'anima di un contadino, un contadino di quelli profondamente pagani, legato com'è alla Terra, al rispetto di ogni aspetto di questo nostro mondo. Ed è un uomo buono, di quella bontà profonda che si legge negli occhi, così puri da potercisi specchiare dentro.

Per queste ragioni ho acquistato il libriccino “La terra è un bene comune?” uscito con La Repubblica a un solo euro in più qualche settimana fa. Si tratta dell'atto di un dibattito tra il maestro Olmi e il patron di Slow Food Carlo Petrini, tenutosi nello splendido Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze il 7 giugno di questo anno. Ed è stata l'ennesima conferma.



Carlo Petrini ha fatto una dichiarazione sublime:

La terra non solo è un bene comune, ma è la nostra natura”.

Il dibattito avrebbe potuto concludersi anche così, sapete? Perché questa frase racchiude l'essenza della Verità. Eppure, il punto di domanda posto alla fine del titolo del libriccino sta lì proprio perché ci sono ancora milioni di persone che non la pensano allo stesso modo, oppure che si sono dimenticate la loro stessa origine. Ed è a queste persone che i due protagonisti di quell'incontro si riferivano, dati e riflessioni alla mano.


Prima di tutto, Petrini ha ricordato che la Terra, di per sé, non finirà nei prossimi decenni, né nei prossimi secoli, mentre l'homo sapiens potrebbe estinguersi. E questo non per una scelta di Madre Natura, che pure avrebbe tutte le sue ragioni, razionalmente schiaccianti, per volere la disintegrazione della nostra specie. La cosa assurda è che l'uomo sta facendo di tutto per auto-distruggersi. Come? Ovviamente contaminando la stessa terra e la stessa acqua che lo nutrono. Sfruttando il suolo in maniera dissennata. Sprecando risorse fondamentali per la sua esistenza. So bene a quali livelli possano arrivare l'egoismo e la stupidità umana, però è difficile digerire la totale assenza di empatia dell'uomo verso le generazioni future, poiché distruggendo la Terra, annientano anche la vita dei loro discendenti.

Olmi e Petrini confermano che la loro presenza, durante i dibattiti sui temi dell'ecologia e del Bene Comune, spesso portano stuoli di persone ad assentire e a salutarli, alla fine degli incontri, con grandi pacche sulle spalle, come se avessero realizzato una piccola piece teatrale che ha avuto un gran successo. Ma loro non partecipano a questi incontri per interpretare qualcuno, né girano con delle sceneggiature in testa. Loro si sforzano di aprire gli occhi alle persone dinanzi a quello che sta accadendo. Il loro amore per la Terra non è una favoletta per i bambini.

Petrini ha ricordato che in Ecuador, la Costituzione ha inserito il nome della Pacha Mama (dalla lingua quechua: Madre Terra, ovvero la dea primigenia della terra, dell'agricoltura e della fertilità) in riferimento alla sovranità alimentare, a difesa della biodiversità e del diritto al cibo. Se gli ecuadoregni (come anche gli altri abitanti del sud America) hanno compreso la necessità fondamentale di essere sovrani dell'alimentazione del proprio Paese, com'è possibile che i cittadini europei, per esempio, non lottino per lo stesso diritto?

Il fenomeno del land grabbing (letteralmente, furto di terre) dovrebbe essere noto a tutti: si tratta degli acquisti massicci, da parte delle multinazionali e degli Stati più ricchi, di grandi porzioni di territorio nei Paesi più poveri (sud America, appunto, Africa, ecc) per trasformarli in colture intensive che servono a sfamare e costruire una grossa riserva di cibo per una piccola porzione di umanità. I maggiori acquirenti? Cina, Corea del Sud, Stati Uniti, Emirati Arabi. A cosa ha condotto il land grabbing? Prendiamo di riferimento il Messico: lì il mais era ritenuto, fin dai popoli precolombiani, divino. Il Messico è la terra di nascita del mais, però i contadini messicani si trovano in una situazione definita probreza alimentaria, cioè non hanno di che mangiare! Vi chiederete, e il mais? Semplice, quello va tutto ai clienti esteri. Grazie al libero mercato il Messico dipende per l'80% dal riso e per il 40% dai fagioli che arrivano dall'estero e dal 33% dal mais che, udite udite, arriva dagli States ed è transgenico!!! Quello che sta accadendo in queste terre, quindi, è la distruzione dell'agricoltura locale -a causa delle coltivazioni intensive- e l'impoverimento della popolazione costretta ad acquistare cibo estero anziché quello interno.

Tornando all'Italia, uno dei danni maggiori che l'uomo ha procurato a se stesso e all'ambiente è lo spreco: quello che il nostro Paese butta ogni anno potrebbe sfamare se stesso per due anni. Questo significa che stiamo consumando 1,3 volte le possibilità di questa nostra Terra. Se sommiamo il danno che creiamo noi a quello di tutti gli altri Paesi, si è calcolato che nel 2050 avremo bisogno di un altro pianeta per continuare a consumare come stiamo facendo.

Ma stiamo parlando di Stati e grossi numeri. Ermanno Olmi ha ridimensionato il discorso alla nostra vita quotidiana estraendo dalla sua tasca alcune piccole mele. Quelle mele provenivano dal melo vicino alla sua casa, in montagna, e costituivano la sua tipica merenda. Lui le va a cogliere direttamente dal suo melo quando ne ha bisogno e se le gusta. Erano mele piccole, alcune gibbose e ammaccate, mele che, insomma, sui banchi del supermercato non troveremmo nemmeno. E perché? Perché ci hanno abituati a un'estetica tale da scartare (ecco che si ritorna al grosso problema dello spreco alimentare) i prodotti della terra che non appaiono perfetti, e allo stesso tempo ci hanno indotto a mangiare frutta raccolta ancora acerba dagli alberi o dalla terra e lasciata maturare in grossi magazzini, spesso con l'utilizzo di agenti chimici, anche per un anno intero. Vogliamo parlare di quale gusto e quali benefici possa possedere un frutto esteticamente perfetto che arriva alla nostra bocca attraverso tali procedure e quali ne può apportare la mela di un albero di Ermanno Olmi?

Ora, non è che tutti si debba andare a casa del Maestro (anche se ci piacerebbe), ma non basterebbe, spesso e volentieri, alzare la testa dallo Smartphone o dal televisore, uscire in strada e andare a cercare un contadino, o un produttore che a km0 o quasi può prepararci ogni settimana, o ogni due, una cassetta di prodotti del suo campo stagionali e freschi? Possibile che non possiamo fare a meno di andare a spendere i nostri soldi -che, ci insegnano, sono e saranno sempre meno- nei supermercati?

E' vero quello che dicono Olmi e Petrini: in Italia mancano una buona economia e un buon governo: la parola economia significa “governo della casa” e la nostra economia non si sta affatto occupando della nostra casa, bensì la sta distruggendo; e non esiste un buon governo perché la politica ambientale è totalmente assente, così pure come grandi movimenti in grado di incidere fortemente sulla politica.

Tuttavia, come dico sempre, siamo noi a poter fare la differenza: iniziando a studiare queste tematiche e occupandocene nel QUOTIDIANO, cercando di eliminare gli sprechi, cercando un produttore agricolo o un contadino vicino casa che ci possa passare i freschi e nutrienti prodotti della sua terra, creando più cose possibili da noi (anche i detersivi, i saponi, e tutto quello che serve per la pulizia della casa).

Insomma, se ognuno di noi prendesse realmente coscienza del danno che stiamo creando alla nostra Madre Terra e alle generazioni future e decidesse di cambiare stile di vita per fare il Bene delle Terra e dell'Uomo, riusciremmo a compiere grandi passi in avanti.


Ognuno di noi può fare la differenza, ma ci vogliamo svegliare?

Commenti

  1. Non so se sia l'età ma sono maledettamente cinica riguardo al fatto del "ci vogliamo svegliare?". E' da anni che mangio con pochi soldi, comprando i prodotti della mio territorio o acquistando detersivi, creme, perfino carta igienica ecc che non abbiano un grande impatto sul pianeta terra. Per anni ho scritto e parlato sui blog, e da altre parti... di queste cose. Ho firmato petizioni, ho partecipato a varie manifestazioni... il risultato? Beh, il risultato è, in generale, che frega poco a nessuno. Questo vale per la posta (di cui hai parlato in un post), per i treni (di cui ho parlato in un post), per i fiumi, le città sporche, la delinquenza ecc ecc ecc. A nessuno gliene importa nulla! Se la gente mangia i prodotti a chilometro zero, se lo fa, spesso è perché va di moda o ha una visione salutistica. Il problema è che passate le "visioni", tornano a fare quello che facevano prima.
    La coerenza è rara a questo mondo, ed è per questo che da 20 anni sono semi vegana.
    A volte spendo molto per una crema o un detersivo, e capisco pure quelli, con famiglia a seguito, che non si possono permettere shampii da 10 o 15 Euro, quelli del supermercato costano molto molto meno... Come comprendo quelli che non possono fare a meno dell'auto, e si sa... io non guido!
    Essere ambientalista non è una passeggiata, ma è frutto di un lungo lavoro, dal non fare la doccia ogni giorno (e quando lo dico mi guardano male!) al non comprare camicie di seta (e io amerei la seta). Fare 15 o 20 chilometri in bici... Dal non acquistare frutta fuori stagione a preferire il vetro alla plastica. Dividere qualsiasi cosa, plastica, vetro, cartone, qualsiasi! Riciclare, sapere cosa si sta comprando, leggere la provenienza (anche quando si va nei mercatini bio o nei negozi bio), gli ingredienti. Spegnere il cellulare quando non si utilizza, spegnere ogni spia della TV, PC o qualsiasi cosa ti ci mi venga in mente. Non buttare un elettrodomestico se si rompe, ma farlo aggiustare e bla bla bla... E' un lungo lavoro, se poi si è completamente vegani... non ne parliamo.
    In merito agli ambientalisti, ne ho conosciuto parecchi, è una questione politica. I politici non sono "umani". Prima danno il permesso di costruire degli obbrobri, come è capitato nella mia città, ora fanno la voce grossa per dimostrarsi "ambientalisti". Infine, torneranno nel silenzio e se sei intelligente capisci il perché senza che io te lo dica. Le associazioni poi non ne parliamo, alcune utilizzano i tuoi soldi per andare a cena fuori!
    Infine, anni fa (questa storia la racconto spesso), ho telefonato al comune per lamentarmi delle condizioni di un parco. Il comune mi ha risposto che dovevo sentire i consorzi di bonifica, i consorzi di bonifica mi hanno consigliato di telefonare al WWF e similare, il WWF e similari mi hanno rimandata al comune. Detto ciò capisci il mio cinismo!

    Un abbraccio

    RispondiElimina
  2. Dimenticavo... oltre a tutte queste belle cose, aggiungo che utilizzo il riscaldamento per poche ore al giorno in inverno e niente condizionatore in estate (oddio, per me è semplice, ho una casa fantastica da questo punto di vista)...
    Questo per dire che i chilometri zero, l'acquisto dei prodotti... sono solo la metà del problema terra.

    In ogni caso, sono ancora viva, quindi, forse, c'è speranza ;).

    Un altro abbraccio

    RispondiElimina
  3. Sì, possiamo fare la differenza. Solo che dobbiamo farla insieme, un gran numero di persone, tutte insieme. Ho recentemente dimostrato a me stesso che è semplicemente così. Purtroppo si pensa che l'agire singolo sia importante. E' importante ma non è efficace in certe questioni. Paradossalmente attraverso la rete tutto sarebbe più facile, organizzazione e contenuti. Eppure qualcosa non attecchisce..sono un logico fine, ma non ho ancora messo insieme tutti i perché di questo disastro. Voglio poterti abbracciare anche io posso? ^^

    RispondiElimina
  4. E anche un abbraccio ad anyanka :):):)

    RispondiElimina
  5. ancora una cosa..su youtube puoi trovare l'intero film di mario martone, premiato, morte di un matematico napoletano ^^ poi dimmi cosa ne pensi ^^

    RispondiElimina
  6. Io vi dico solo questo: fossi single non ci metterei molto ad andare a vivere come Mattia:
    http://www.mtvnews.it/storie/la-mia-terra-la-storia-di-mattia/
    Non potendolo fare, bisogna rimboccarsi le mani e fare quello che è necessario per la NOSTRA terra. Non è che, perché non tutti se ne occupano, anzi, non fanno che distruggerla, noi dobbiamo gettare la spugna. Cerchiamo di diventare degli esempi per gli altri, di consigliare, magari (senza fare proselitismo, oppure la gente scappa) e andiamo avanti su questa strada.
    Any capisco il tuo cinismo, puoi, crederci, ma tu stai facendo la cosa giusta e tutto il resto è aria fritta.
    MadMath, cercherò il film e poi ti saprò dire!

    RispondiElimina
  7. Finalmente ti ho scritto :*

    ps: fammi un sorriso :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Recensione: “Attraversare i muri – un'autobiografia” di Marina Abramovic'

Recensione: “Sangue impuro” di Borislav Stankovic'