Lungo le sponde dell'Isonzo

Sono seduta a pochi passi dal fiume Isonzo, a Gorizia, circondata da una fittissima vegetazione, alberi di querce, salici bianchi, fichi, piante di edera, ortiche e fiori selvatici a profusione. Il fiume, che cambia colore ogni giorno, dal più torbido marrone invernale al più celestiale acquamarina estivo, oggi ha assunto una sfumatura di ottanio luminosa, che diventa argento puro quando i raggi del sole colpiscono la superficie in perpetuo movimento. Più a monte, infatti, la diga è aperta e in Slovenia deve avere piovuto parecchio a giudicare dalla corsa del fiume e dal suo rumoroso scorrere tra massi e tronchi sacrificati all'acqua. Tutto, qui, è magico. Concentrarmi sulla lettura o sulla scrittura non è semplice in mezzo allo spettacolo che la natura offre, generosa. Non è come stare in un giardino curato, con l'erba tagliata, dove anche i vasi di fiori sono disposti secondo un'ordine cromatico preciso. Qui tutto è selvaggio: l'erba cresce alta, l'ede...