Presentazione romanzo: “Le ultime diciotto ore di Gesù” di Corrado Augias presso Apt di Gorizia- Relatori: il giornalista e scrittore Roberto Covaz e il prof. Andrea Bellavite



Corrado Augias: “Di Giuseppe noi non sappiamo nulla. È una figura in ombra e nei Vangeli non ci sono scritti su di lui. Non dice nemmeno una parola. Ha solo un sogno in cui vede che sua moglie rimarrà incinta, nonostante lui non l'abbia mai toccata. Nel mio libro, che è un romanzo, lo faccio diventare il padre di un figlio un po' pazzo, un uomo che alla fine sarà schiantato dal dolore per la perdita di Gesù.
Maria dice tre frasi in tutte le fonti sacre, perciò anche nel suo caso ho voluto tratteggiarla di più come donna e come madre.
Sullo sfondo la Giudea occupata da Tiberio. I giudei detestavano i romani e li rimproveravano per le loro divinità che moltiplicavano per i peccati e i vizi. I romani disprezzavano i giudei per la loro religione estrema e oscura. Queste differenze si coagulano in Ponzio Pilato, che è il prefetto di Giudea. Insomma, una situazione geografica e storica carica di tensioni.
Ponzio è un personaggio mediocre e, per alcuni aspetti, disprezzabile. Compie atti orribili, come per esempio quello di far sequestrare una parte del tesoro del Tempio perché vuole costruire un acquedotto per Gerusalemme. I giudei si ribellano perché il tesoro del Tempio non deve essere toccato. Scoppia una rivolta tremenda che lui deve far reprimere con la violenza.
Gesù è un ebreo e tale resta fino alla fine. Secondo Marco lui muore con il versetto 22 di Isaia sulle labbra: “Signore, signore, perché mi hai abbandonato”. Gesù desiderava rinnovare l'ebraismo: non voleva più sommi sacerdoti per il suo popolo, perché essi si preoccupavano di fare cose blasfeme pur di accontare i romani. Perciò da una parte si inimica gli alti sacerdoti e dall'altra i romani. Quando arriva a Gerusalemme in primavera, la domenica delle palme, in sella a un asino, viene accolto dalla folla come un liberatore. Naturalmente alcuni si agitano e rulano: “Il Re, il Re!” al suo passaggio. Urla di invasati, ma che vengono riferiti a Pilato, che si preoccupa.
Insomma, Gesù finisce tra le tenaglie di due grandi forze contrastanti e ne viene travolto".

Roberto Covaz: “Qui c'è un romanzo a tinte gialle, il saggio e la fotografia degli usi e costumi del tempo. Quindi un libro a tre livelli di lettura. Molto viene descritto di notte. Perché?”

Corrado Augias: “Tutto si svolge durante la notte, il ché aggiunge alla vicenda una connotazione sinistra. Solo le fumanti fiaccole illuminano i vari momenti delle ultime ore di Gesù”.

Andrea Bellavite: “Sono rimasto molto colpito dalla connotazione storica del romanzo. Rudolf Bultmann ha scritto: 'Il Cristo della fede lo conosciamo da documenti che sono stati scritti da persone che hanno comunicato in questo modo la fede in lui'. Abbiamo quindi poche fonti scritte contemporanee, perciò è difficile trovare il Gesù storico. Abbiamo soprattutto il Cristo della fede per la nostra conoscenza. Quindi questo libro ci aiuta a trovare dati in più del Gesù storico?”

Corrado Augias: “Bultmann, che era molto citato anche da Papa Ratzinger, era un teologo protestante e diceva che Gesù era molto meno importante del Cristo della fede: non ha alcun bisogno di essere ricostruito perché si rivela nell'intensità di ciascuno. Io lo condivido. Io la Resurrezione la ritengo più che come un corpo straziato e tornato al mondo, una rinascita spirituale di ogni essere umano che crede in lui e lo trova dentro di sé.
Questo è un libro che ho faticato a scrivere. È pieno di note riguardanti le fonti, la bibliografia, ecc. Io scrivendo questa storia di Gesù mi sono reso conto che, raccontato come uomo storico, è un personaggio molto più interessante di come lo racconti la teologia, che ce lo descrive in maniera dolciastra. Invece lui è stato una persona drammatica, che è arrivaa fino a scelte disumane: 'Io sono venuto a dividere il padre dal figlio, il marito dalla moglie e chi mi segue lasci tutto!' In un'altra occasione, un uomo che vuole seguirlo, gli dice che però prima desidera seppellire il padre. Gesù gli dice: 'Lascia che i morti seppelliscano i morti. Tu va' e racconta la venuta del Regno dei figli'.
Quindi Gesù chiede una fede totalizzante, ma a tratti anche brutale”.

Andrea Bellavite: “Dicci qualcosa di più riguardo a Giuda, che finalmente inizia a uscire meno peggio di quello che sembra, nelle recenti ricerche”.

Corrado Augias: “I Vangeli si contraddicono su Giuda. C'è molta confusione sulle motivazioni che lo spingono a tradire.
Marco dice che Giuda consegna Gesù ai sacerdoti che gli danno dei denari. Matteo (che io amo poco, perché era legato ai romani ed era un anti-giudeo), invece, dice che è Giuda a chiedere i soldi ai sacerdoti. Luca asserisce che va' dai sacerdoti e non si capisce chi è che dà e chi è che offre, ma dice che Satana entrò in Giuda e questi appare quindi uscito di testa, impazzito.
Ma a parte queste discordanze, perché c'è stato il tradimento? Ci sono due risposte: la prima, secondo la quale Giuda credeva che Gesù fosse venuto a liberare la Giudea dai romani, ma quando scopre invece che è un santo che vuole anzitutto liberare lo spirito degli uomini, si spazientisce; la seconda versione spiega che, nel Vangelo di Giuda, Gesù dice che è lui a chiedere esplicitamente di aiutarlo a liberarlo dalla sua carcassa. Allora Giuda gli dice che se lo farà verrà odiato da tutti gli uomini nei secoli dei secoli. Gesù risponde di sì, ma che è necessario.
Un sacerdote cattolico mi ha detto: 'Sì, Giuda traditore e santo'. Frase che corrobora la seconda ipotesi, che mi è più chiara.
Quando leggiamo Giovanni, lui fa dire a Gesù: 'Tutto è compiuto'. Una frase filosofica, teologica. Lo dice sulla croce, prima di morire dopo atroci sofferenze”.

Andrea Bellavite: “Maria è presente nei Vangeli solo in Giovanni, mentre negli altri sono presenti le altre donne, dove spicca Maria Maddalena. Nella Pistis Sophia, Gesù parla dopo la sua resurrezione ai discepoli e lo fa in modo scarno, secco, mentre quando si riferisce a Maria Maddalena, lui le risponde in modo lungo e circostanziato. Alla richiesta di un discepolo di spiegare questo comportamento, Gesù risponde che Maria Maddalena parola con il cuore, mentre tutti gli altri lo fanno con la testa”.

Corrado Augias: “Maria Maddalena ha molto più peso di Maria, madre di Gesù, nei Vangeli. Gesù talvolta si rivolge alla madre addirittura in modo arcigno. Ricordiamo che non sappiamo quasi niente della Madonna. La leggenda la vuole morta a Efeso, dove esisterebbe la Casa di Maria. Secondo la versione cattolica, ella è assunta in cielo con il corpo e da lassù ci guarda benevolmente.
Lucilio e Claudia: lei è la moglie di Pilano, ma non ne può più di lui, perché è un bruto. Lucilio (per descriverlo mi sono ispirato alla figura di Ovidio, esiliato per le sue scelte letterarie) viene esiliato in Giudea con un lavoro noiosissimo”.

Roberto Covaz: “Tiene alla larga la fede dal libro, tuttavia certi ragionamenti che poni fanno muovere delle domande sulla fede. Come affrontare quindi questi argomenti? Come prendere questi spunti di riflessione ci elargisci?”

Corrado Augias: “Queste sono cose che ognuno vede con se stesso. Io non vedo che molti cattolici oggi credano nella resurrezione. Paolo era un fariseo e fonda tutte la sua predicazione sulla resurrezione. Gli ateniesi, infatti, lo prendono per scemo”.

Roberto Covaz: “Andrea, i cattolici credono nella resurrezione?”

Andrea Bellavite: “L'85% degli italiani si dichiara cattolico. Di questi il 18/20% crede nella resurrezione (sondaggio del 2000 fatto dai salesiani durante il Giubileo).
Il mio suggerimento potrebbe essere una ricerca storica della resurrezione. Quindi vedere il passaggio dal Gesù storico alla Chiesa storica. Inoltre, molte cose presentate sono diverse e contraddittorie rispetto a quanto c'è scritto nel Vangelo”.

Corrado Augias: “Condivido tutto quello che hai detto. Il mio racconto non vuole intervenire nella fede di nessuno”.

Domande dal pubblico: “Perché la domenica delle palme Gesù viene accolto da una folla festante che poi il giovedì scappa e lo lascia a morire da solo?”

Risposta: “Le folle sono mutevoli per definizione. Poi, un conto è la folla che accoglie Gesù la domenica, un altro è la piccola folla che sta davanti al loggiato dove si affaccia Ponzio Pilato per chiedere cosa deve fare di Gesù. Tant'è che alla fine si dice: “Il suo (di Gesù) sangue ricada su di loro (i giudei) e sui loro figli”. Una frase assassina, perché poi conosciamo le persecuzioni di cui sono state vittime gli ebrei, nei secoli a venire.
Papa Ratzinger ha dichiarato che non si può far supporre che a decidere sia stato tutto il popolo di Giudea (infatti dentro a quel luogo potevano starci una sessantina di persone)”.

Andrea Bellavite: “Aggiungo che la folla che la domenica delle parole era giudea e credeva che Gesù venisse per liberare la loro terra dall'occupazione romana. La piccola folla che condanna Gesù e urla: “Crocifiggi” ed è sempre giudea, ma composta da persone pagate e sobillate dai romani".

Sulla sindone esiste un libro definitivo: “La sindone” di Andrea Nicolotti, Einaudi, che asserisce che questa tela è di epoca medievale, perciò non può appartenere al Gesù storico.

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