Recensione: "La voce nascosta delle pietre" di Chiara Parenti


Garzanti, 383 pp,

Dopo 14 saggi letti da inizio anno (tra cui la Bibbia), prendere in mano un romanzo era qualcosa che anelavo con tutta me stessa, quindi mi sono messa di impegno per trovarne uno che non fosse troppo pesante e lungo, e che mi coinvolgesse davvero.

E ho scelto bene. In questa storia c'è una famiglia molto bella, rappresentata da un "Super-Nonno" Pietro, la figlia Ambra, la nipote Luna e un extra: Leonardo, coetaneo di Luna, la protagonista, che conosce quando sono appena due bambini. Da allora i piccoli diventano inseparabili e, sotto la guida di Pietro, che per loro è tutto -nonno, padre, amico, grande avventuriero e mito- imparano ad amare le pietre, quelle gemme che Pietro vende nel suo negozio dopo averle cercate in tutto il mondo.

Luna sente le pietre, ha lo stesso dono del nonno, e questo piccolo grande potere l'accompagna magicamente fino alla soglia dell'età adulta, dove arriva mano nella mano con il suo Leo, che nel frattempo è diventato qualcosa di più di un semplice ma grande amico. Pietro chiama i ragazzi "i suoi diamanti", un nome carico di significati, che difatti nasconde anche un lato oscuro: due diamanti sono molto brillanti e l'uno riesce a tirare fuori la luce dell'altro, ma sono anche le uniche due pietre capaci di scalfirsi a vicenda. Non c'è un'altra gemma che possa distruggere un diamante. E purtroppo è quello che succede tra Luna e Leo. 

Tutta la vicenda è ricca di queste metafore, oltre che una descrizione delle proprietà delle pietre che ho apprezzato moltissimo, dal momento che io, per esempio, sono una "portatrice entusiasta" di ametista fin dall'adolescenza. E' questa la mia pietra, quella cioè che mi ha "chiamata".

Consiglio questo libro agli amanti delle emozioni forti, dell'amore, del potere delle gemme, dell'avventura e a chi vuol leggere un buon romanzo entrandoci dentro fino al collo.

L'unico neo che gli ho trovato è l'eccessiva lunghezza in riferimento alla trama: secondo me almeno 100 pagine potevano essere eliminate senza nulla togliere alla storia, anzi, forse arricchendola ancora di più, perché questo surplus, purtroppo, l'appesantisce inutilmente. Però è una mia considerazione personale e tecnica. Sono certa che molti di voi l'apprezzeranno tanto, a maggior ragione per queste pagine in più, perché effettivamente è davvero difficile riuscire a staccarsi da Luna, Leo e dal caro Pietro. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Impressioni dall'esposizione delle opere del 5° Concorso Internazionale Il Merletto a Gorizia dal tema “Il filo del Design”

Conferenza presso il Festival èStoria di Gorizia “Carlo Michelstaedter e i luoghi della libertà”

Writers of Europe: Turchia