Il mio ricordo di papà Drago “Carlo”
Io funziono con le parole. Non significa che potrei sopravvivere senza acqua e cibo, ma che le parole, fin da piccola, hanno rappresentato l'essenza della mia forza, il sale della vita e un ponte dal quale lanciarmi in un oceano di immagini, storie, e ispirazioni. Quando c'era ancora la guerra nei Balcani, persi una prozia che amavo molto, Jelica. Ero poco più che una bambina, a quei tempi, ma presi carta e penna e scrissi un racconto, tutto cucito intorno a lei. Mi sentii meglio, perché quello che le parole fecero per me in quel momento fu una cura. Fu una catarsi. Ora siedo davanti al computer per scrivere di mio padre, che è morto ieri, o l'altro ieri -dettagli che attendiamo ancora dal medico- ma so che il dolore che provo ora non se ne andrà con la conclusione di questo monologo. Non funziona così. Ci sono momenti e momenti. Dolori e dolori. Eppure lo voglio fare lo stesso, perché le parole sono le mie pillole e il mio canto. Voglio farlo con tutta me stessa p...