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Vacanze!

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E con questa bella immagine della mia Sorella Dò e me, durante la sua festa di compleanno, desidero salutarvi e augurarvi buone vacanze. Per tre settimane sarò molto on the road, tra amiche, famiglia e impegnata in nuovi progetti molto creativi. Infatti, complici anche i regali di compleanno ricevuti, approfondirò le mie conoscenze sartoriali. Proprio due giorni fa, ho acquistato due nuove stoffe. Una molto gipsy per farne un abito hippy e l'altro con delle stampe in stile Secessione Viennese, per una gonna da indossare questo autunno! C'è una questione, però, che mi entusiasma: ieri ho terminato la prima stesura del mio nuovo romanzo “Tempora d'autunno”. Per il momento sono 317 pagine e mi ritengo molto soddisfatta del lavoro svolto fino a ora. Questi giorni mi serviranno anche per continuare a studiare la corposa bibliografia che correderà il romanzo! E da fine agosto, si riprende con la prima revisione. E poi un'altra mia Sorella, Tania, viene a tro...

Železniki . Sembra un paese delle fate... e forse lo è!

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E' il secondo, o forse terzo anno che ci torno, ma è sempre una festa... vorrei poter vivere in un luogo del genere, o almeno trascorrerci lunghi, lunghi periodi nella stagione calda -che lì calda non lo è mai davvero!- Sto parlando di Železniki, che durante l'Impero Austro-Ungarico, si chiamava Eisern. Si trova in Slovenia, ha meno di 7000 anime. È un antico centro siderurgico (in sloveno “železo” significa ferro) sull'alta valle della Selška Sora, ai piedi del monte Rakitovec (1667 m). In questo paese è nata e si è sviluppata la siderurgia slovena. Il Paese è collegato anche al mio Friuli, perché il vescovo di Frisinga, feudatario del luogo, quando ottenne la concessione imperiale per la ricerca e l'estrazione mineraria, richiamò in questo centro alcuni esperti minatori e fabbri del Friuli e della Stiria che avviarono l'attività metallurgica, sviluppata e continuata fino alla seconda metà del secolo scorso. Ma se io ho avuto l'enorme pia...

Recensione: “La rocca di Is” di Elia Barcelò

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Sei Editore, 2009, 213 pp. La trama: Una spedizione archeologica del secolo XXI, un villaggio vichingo del secolo IX: più di mille anni separano questi due mondi, ma un legame forte e misterioso li unisce. Questa è la storia avventurosa che si anima tra il fascino selvaggio degli antichi paesaggi naturali nelle Terre del Nord e le suggestioni moderne della scoperta e della ricostruzione archeologica: al centro, la giovane Enye, ancora bambina, ma destinata a diventare Ada , ovvero Sacerdotessa e ad attraversare il mare sulla nera Nave dei Morti per raggiungere la mitica Rocca di Is, regno delle Grandi Sacerdotesse vergini, custodi dei Guerrieri. Questa è anche la storia di due donne i cui destini si intrecciano e si incrociano nonostante gli anni che le separano: perché c'è forse un unico modo di raccontare la storia di donne che, accusate di essere delle streghe o delle visionarie, hanno costruito il mondo e hanno vegliato sulla sua vita. Ho iniziat...

Se lo puoi pensare, lo puoi anche fare!

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Ebbene sì, sono tornata a un'antica passione. La sartoria. Che passione era solo 'a parole', perché le uniche due volte che ho tentato di fare qualcosa, ho combinato ben poco e mi sono fatta ridere dietro... Stavolta ho cercato di fare le cose con una certa professionalità. Ispirata dal numero di Burda Easy & Giovane, ho deciso di cucire un abito semplice semplice. Problema: la macchina da cucire di mamma, che ha la mia età (quasi 33 anni!), non funziona bene. Raggruma il filo e fa a pezzi il tessuto. E allora, nella mia beata ingenuità mi sono detta: è segno che debba cucire a mano. Come una volta. Che romantico! Ecco, romantico sì, indubbiamente. Ma molto, molto lungo! Ci ho impiegato qualcosa come una trentina di ore. Certo perché sono davvero alle prime armi e devo ancora capire cosa significhino certi termini 'burdesi'. A tal proposito ho un debito di gratitudine verso le pazienti sarte di www.forumdicucito.com , che...

Recensione: “Le quaranta porte”, Elif Shafak, Rizzoli

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Oh, finalmente riesco a sedermi davanti alla mia Polimnia (questo il nome del mio portatile :-)) e scrivere la recensione di questo straordinario romanzo -che è anche romanzo nel romanzo e nel saggio spirituale-. Me lo consigliò a suo tempo la mia cara amica Angie Giada ( http://angieladycupcake.blogspot.it/ ) e io, ricordando di aver letteralmente adorato “La bastarda di Istanbul” della stessa autrice, mi sono scelta un periodo relativamente tranquillo (che poi così tranquillo non lo è stato affatto, ma scriverò le ragioni nei prossimi giorni) per leggerlo. Anzi, meditarci sopra. La trama, infatti, è quanto mai complessa: Ella Rubinstein, 40enne sposata e madre di una classica famigliola americana, langue nella sua bellissima villa di Northampton, con un marito fedifrago e i figli ormai grandi. E' svuotata, come ogni persona ormai priva di Amore. Fino a quando il destino non le fa pervenire un romanzo tra le mani, “La dolce eresia”, di un misterioso autore emergent...

L'oggetto del mistero. Che cos'è?

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Visto così, probabilmente in pochi di voi lo riconosceranno: Altri, addirittura, non indovinerebbero mai. Di cosa sto parlando? Di un contenitore ormai obsoleto, che contiene un prodotto quasi introvabile sul mercato. È, infatti, una custodia portatile per musicassette. Aaaargh! Chi ne possiede ancora una? Io ho questa e poi una di grandezza doppia, a casa dei miei genitori. L'ho 'resuscitata' in questi giorni perché il lettore cd mi dava problemi e mi è tornato in mente che questa custodia si trovava in un armadio del mio studio. Sono andata a prenderla e tadaaaan! Nell'aria si è diffusa una musica (balcanica) che non ascoltavo da almeno 10 anni. È stato un vero tuffo nel passato, lasciarmi cullare da quelle note quasi perdute... e pensavo a mia madre, a quante musicassette avesse, e a quelle di mia nonna, che mi diceva: “Già quando eri nella culla ne ascoltavi a dozzine. Tutte musiche popolari della nostra terra!” Pensa... e allora farò un...

Le ragioni del mio folle innamoramento per il Merletto

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Ebbene sì, sono andata ufficialmente alla Scuola di Merletto di Gorizia a ritirare il mio foglio di iscrizione! Ho chiacchierato sia con la segretaria, sia con la mia futura (almeno credo) insegnante e ho capito che, tra le due classi: classica (6 anni) e divulgativa (3 anni) sceglierò la prima. Alla fine del percorso di studi guadagnerò un Diploma di Maestra Merlettaia, ma non è questo il mio scopo. Bensì quello di apprendere quest'arte antica alla perfezione, per poter creare tutto quello che già ha cominciato a prendere forma nella mia mente. Sono uscita dalla scuola con in mano il loro fascicolo informativo e subito mi sono diretta in una delle mie libreria di fiducia ad acquistare il libro che parla della tradizione del Merletto Goriziana. Ora, sono un po' preoccupata dalla mia stessa vulcanicità. Chi mi conosce sa bene quante idee mi frullino quotidianamente per la testa, quanti progetti si formino in me e quanti non riescono a prendere forma nella realtà ...