Pioggia e pellicole

La primavera se ne sta andando, senza esserci stata davvero, qui a Gorizia. Una pena infinita per chi, come me, adora la 'bella' stagione, nel senso di mite, né troppo calda, né troppo fredda. E ci sono meteorologi che giurano che avremo un'estate identica a questo periodo, con piogge copiose e tanto freddo.

Io non so se è vero o no. Come sempre, ce la metto tutta per non farmi abbattere dai 'condizionamenti esterni'. Non ho sempre detto che, in ogni evento, in ogni cambiamento, bisogna cercare un senso e un risvolto positivo per la propria vita? Può il tempo a distruggere la mia visione della vita?

No, anche perché poi, svolti l'angolo e, nella pausa tra un diluvio e l'altro, rimani a bocca aperta davanti a questa bellezza:


Un arcobaleno. Enorme. Luminosissimo.

Insomma, c'è luce anche nelle tenebre. E che luce!

Mi manca il calduccio, mi manca il mare, ma c'è modo di godere anche di questa temperatura polare. Sì che c'è.

Ieri sera, assieme a un'amica, sono andata a vedere il nuovo film di Sorrentino:


La storia è nota. Jep è uno scrittore sessantenne che ha scritto il suo unico romanzo, amato e premiato, a vent'anni. Poi, per quarant'anni è diventato il re della mondanità romana, un dandy intellettuale che decreta il successo o la distruzione di un qualsiasi evento cittadino. Perché non ha più scritto? Perché ha cercato per tutto il tempo "la grande bellezza". E non l'ha trovata. Forse, complice una suora centenaria e ormai prossima alla fine, la ritrova "là dove sono le sue origini". Chissà. 
Nel mezzo di questa lunghissima pellicola -ben 150 minuti!- una Roma Amor da mozzare il fiato. Bellissima, commovente, struggente, ma invisibile agli occhi della 'fauna' che la popola. Soprattutto di notte. Per farsi, bere, intrattenersi in un vuoto (decisamente non nell'accezione mistica) che sa di patetismo, fuffa, ma può anche provocare rabbia.
In me ha mosso un moto di disgusto: gente che ha possibilità economiche e sociali illimitate, ma una carenza umana mostruosa. E' il solito proverbio: chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane.
Ma la vita è anche questa. E allora si cerca "la grande bellezza" con la forza della disperazione, talvolta. E magicamente la si può trovare.
Nel sorriso di una bambina, in uno scorcio della Città Eterna, tra le pieghe del drappeggio di un'antica statua,  nell'umiltà essenziale di una vecchia, vecchissima suora missionaria. 

La grande bellezza esiste. E' perennemente intorno a noi. Ma spesso siamo ciechi e sordi dinanzi alla sua presenza.

Commenti

  1. Dobbiamo abituarci a questo clima senza tanto pensare se ci sarà o non ci sarà l'estate, in fondo non ci possiamo fare molto.
    Ho visto un bellissimo arcobaleno giusto ieri!

    Un abbraccio

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  2. Hai ragione, anche se pensare a un mondo senza primavera, fa male al cuore, nevvero? ^^'

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  3. Fa male al cuore, soprattutto perché da noi l'inverno si è visto soltanto per una decina di giorni. E' autunno da settembre...

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