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Aspettare può rivelarsi un'altra... magia

Per diversi mesi mi sono ritrovata in una situazione del tutto nuova. E non mi riferisco alla maternità, perché è naturale e fisiologico cambiare parecchio quando si diventa madre. E' un'altra fase della vita, sotto tutti i punti di vista e, mentre tuo figlio cresce, anche tu, piano piano, cerchi il modo di adeguarti a questa nuova pelle, fatta di nottate insonni o dormite da lepre -con un occhio aperto-, responsabilità mai provate prima, la sensazione che dovrai essere vigile, 24 ore su 24 per il resto della tua vita, o che dovrai organizzare il tuo tempo libero facendo le acrobazie per molti anni a venire. Quello a cui mi riferisco è il momento in cui, pur avendo scritto tanto nel corso della tua vita, ti ritrovi in un momento in cui non hai più voglia di farlo. Scendiamo nello specifico: devo proseguire la presentazione del mio Ricettario e ho un nuovo romanzo da editare per cui, come dicevo ad amici, conoscenti e lettori, non ho nutrito la preoccupazione di rimettermi...

Pensare “fuori dalla scatola”

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Omologarmi non è il mio forte. Preferisco uscire da sola (beh, ora con mio figlio!) piuttosto che accompagnata, perché amo osservare, meditare, riflettere in solitudine su tutto ciò che mi circonda e prediligo il silenzio al chiacchiericcio (soprattutto quello finalizzato a riempire il silenzio stesso). Amo scrivere a mano, anziché sulla tastiera e infatti festeggio questa giornata: E non si può dire che la mia casa non mi rispecchi. Il colore del mio studio? Nero. Lo stile? Essenziale, Zen, perché induce alla riflessione, a calarsi dentro di sé. Svolti l'angolo e in bagno, sul fasciatoio chi trovi? La mia gatta, Upupa... niente niente vuoi un cambio pannolino anche tu?! Dalle piccole alle grandi cose, amo seguire ciò che sono. E mi sono resa conto da un lustro che sono diversa rispetto alla maggior parte delle persone. Ma questo non mi fa paura. Non mi fa sentire sola. Un tempo sì, in passato era proprio così che mi sentivo. Invece lo...

Un amore incommensurabile per gli ultimi manuali della Vallardi Editore

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Li puntavo già da due anni... a cosa mi riferisco? Ai manuali del monaco buddhista: Però mi ricordavo che avevo troppi, troppi libri arretrati da leggere. Senonché succede che vado dal fotografo a ritirare delle foto e... vedo questi due volumi nella vetrina della libreria di seconda mano. Entro, li visiono: erano intonsi! Me li sono portata a casa al prezzo di uno solo. Quando si dice fortuna. O coincidenza. Bene, me li sono divorati in pochi giorni. Buona parte dei precetti buddhisti già li conoscevo, ma rispolverarli è stato un piacere. Per il resto posso affermare che mi hanno letteralmente cambiato la vita: se prima vedevo la pulizia come una lenta agonia che mi strappava agli interessi artistici e culturali, ora la vedo come base imprescindibile prima di dedicarmi a qualunque altra cosa. Se prima l'ordine rappresentava un cliché tipico delle persone razionali e quindi anni luce lontane dall'arte e, se vogliamo, anche dall'artigianato, ora lo...

Anno nuovo, diario e varie vecchie e nuove

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Che bella cifra il 2015. Forse perché la somma dei primi due numeri fa 3, e l'ultimo è un 5 e sono tutti numeri che mi piacciono molto. Ma non voglio scrivere per dare i numeri (e ripetere le parole)! Scrivo perché, anche se sul fronte letterario sono ferma -con un romanzo ancora da editare posso permettermelo- in verità ho il piacere di continuare a farlo sul blog e sul diario. Quest'anno parto con un pezzo da cartoleria Ikea: Molto bucolico, con questa fanciulla dai lunghissimi capelli, che dondola su un'altalena in mezzo al bosco. Mi ispira sia perché posso colorarlo all'esterno seguendo i miei gusti, sia perché all'interno è tutto bianco: e io adoro scrivere seguendo linee immaginarie, cercando di essere più precisa possibile. Ho scelto una penna viola, perché è il mio colore preferito, ed è spirituale e molto introspettivo. E poi la ragazza della copertina è un vezzo con un altro fine: da “giovane” ero così: Perciò i...

Conclusione dell'anno in... viola!

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Oh sì, questo anno non poteva finire meglio. Il Primo Natale di Baby Damon è trascorso ed è stato di una dolcezza unica. Ovviamente, non avendo nemmeno sei mesi, mio figlio non può comprendere tutta la gradazione di intimità e simbolicità del Natale, ma quello che può percepire è una vastissima gamma di emozioni, colori e sì, anche di bellezza. Quest'anno, quindi, addobbare la nostra casa e quella dei suoi nonni è stato un lavoro a tempo pieno interamente pensato per lui. E vederlo sorridere in Quel modo ci ha ricompensati di ogni ora trascorsa a realizzare anche i più piccoli dettagli. Per quanto mi riguarda, dono più grande di Damon non può esserci. Certo scrivere, dipingere e continuare a occuparmi di Arte e Artigianato è fondamentale per la mia vita di artista e donna, ma solo quando nasce un bambino che hai atteso a cuore aperto, che è la conseguenza di un istinto materno potente, riesci a comprendere che la vita, assieme a lui, assume sentimenti e toni mai prov...

Recensione: “Sangue impuro” di Borislav Stankovic'

Zanichelli, 1928, 239 pp. In questa recensione non voglio presentare la copertina del libro del romanzo. Non perché non possa farlo: qui, alla destra del mio laptop c'è la copia che ho letto. Ho deciso di ometterla per far sentire al lettore la privazione che io stessa ho provato per ben vent'anni. Venti anni corrispondono, infatti, al tempo che ho impiegato per riuscire a trovare una copia di “Sangue impuro”. Ben inteso, esiste internet. E nell'era tecnologica nella quale viviamo, avrei potuto scaricarmelo in qualunque formato da caricare sul mio e-reader. Senza contare che in qualsiasi libreria serba possiedono una copia di “Ne ć ista krv”. Tuttavia, in questo ultimo caso, si tratta di copie stampate in cirillico e, benché io sappia leggere questi caratteri slavi serbi, lo faccio come un'alunna delle elementari, con una lentezza sfibrante per l'avidità che nutro nei riguardi di questa storia. Perciò ho cercato e ricercato per anni nelle librerie it...

Recensione: “La tredicesima storia” di Diane Setterfield

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Mondadori, 2012, 412 pp. La stagione è perfetta per la lettura di questo romanzo La protagonista, Margaret, è una libraia inglese che si divide tra la bottega del padre e rifugge dalla casa dove vive sua madre, una donna ritirata, taciturna, con la quale non ha costruito un rapporto genitore-figlio a causa di un segreto di famiglia molto doloroso. Il padre è il suo unico punto di riferimento, il suo unico amico, anche se pure lui e ha mantenuto quel segreto che Margaret, a insaputa di tutti, conosce dall'età preadolescenziale. La vita riservata di Margaret, autrice di qualche breve biografia su personaggi poco noti, viene stravolta dall'arrivo di una lettera: la famosissima scrittrice Vida Winter le vuole commissionare la sua biografia. La notizia lascia spiazzata la ragazza, sia perché le sue opere precedenti, benché realizzate con grande cura e studio approfondito, erano piccole perle semi-sconosciute, sia e soprattutto perché della Winter non si sa quasi ...